The adoration of Jenna Fox

Titolo: Dentro Jenna
Autore: Mary E. Pearson
Edizione: Giunti

Non mi ricordo né di mia madre, né di mio padre, né di Lily.
Non ricordo di aver vissuto a Boston …Non mi ricordo dell’incidente. Non ricordo Jenna Fox. Mio padre ha detto che ci vuole tempo. Mi ha assicurato che «il tempo guarisce ogni ferita». Ho preferito non dirgli che non so cosa sia il tempo.

Un’altra novità letteraria (in realtà è uscito a Marzo) è il libro DENTRO JENNA (“The adoration of Jenna Fox) della scrittrice Mary E. Pearson, autrice pluripremiata di romanzi YA.
Protagonista è una ragazza di diciassette anni che, dopo essersi risvegliata da un lungo coma, ha perso completamente la memoria e non riconoscere i suoi genitori, non sa da dove proviene nè riesce a ricordarsi dell’incidente che l’ha costretta a letto per un anno. Qualcosa nel comportamento dei suoi familiari la convince che tutti le stanno nascondendo qualcosa. Perché mai la sua famiglia si è trasferita di colpo in California, abbandonando Boston? Perché la nonna la tratta in maniera ostile? Perché i genitori le proibiscono di uscire o di accennare a qualcuno del loro repentino  trasloco? Il fatto di abitare in un luogo isolato lontano dalla grande città, protetta e segregata da sguardi indiscreti convince Jenna che qualcosa nel suo passato la costringe a vivere in quel modo e a tali condizioni. Un ‘altra volta un  rivisitato romanzo distopico infittisce le ragnatele  di un  racconto che è insieme fantascienza e medical thriller e che mescola tematiche quali  medicina del futuro, bioetica, biotecnologie ma anche ricerca del sé e della propria identità.   Molto young e poco adult rispetto il capolavoro The Giver, a mio parere  non riesce a convincere fino in fondo. Ad esempio si accenna troppo frettolosamente ad un virus che si è diffuso e ha fatto strage di molte persone in maniera  scontata,  privando così  il romanzo di una solida sottotrama. Come in quest’ultimo, anche qui  gli adulti compiono, per amore egoistico, scelte estreme nei confronti dei figli e delle generazioni future. L’autrice ammette di essersi ispirata ad un fatto doloroso accaduto nella sua vita privata. Nel duemila infatti la figlia si ammala di tumore e Mary Pearson vive sulla pelle le attese in ospedale, gli appuntamenti, le code,  le paure e le speranze. L’esperienza la costringe a pensare sulle possibilità della medicina odierna, sui progressi e sui limiti,  cercando di rispondere ad una domanda molto semplice: fino a che punto può arrivare un genitore per salvare il proprio figlio? L’ esperienza sarà fondamentale nel descrivere gli stati d’animo e la resa emotiva dei personaggi che circondano Jenna. Nonostante le recensioni positivissime che ho letto giro devo ammettere che in definitiva il libro non mi convince. L’inizio mi è molto piaciuto così come  l’idea di utilizzare il vocabolario per intensificare il significato di alcune emozioni e insieme per sottolineare il limite del significante rispetto la vasta gamma di significati ma a a lungo andare il romanzo mi ha annoiato. La trama è prevedibile e non mi ha causato quel sussulto che mi aspettavo inizialmente. Forse troppa l’ aspettativa?

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Published in: on luglio 6, 2011 at 5:07 pm  Lascia un commento  
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